Kesson will participate on 21 Jan Aperitivo in Milan, as part of the CODAME ART+TECH Festival (2026)
Kesson, pseudonym of Giovanni Muzio, is an artist and researcher whose practice unfolds within liminal spaces between artistic practice, computational systems, and real-time technologies. His research explores the relationship between void, chaos, and generation as dynamic processes capable of producing continuously evolving forms, meanings, and experiences.
His work takes shape through generative environments, interactive installations, and audiovisual systems, challenging the notion of the artwork as a static object and emphasizing process, time, and interaction as core elements. Within this framework, the algorithm becomes a conceptual space where control and unpredictability coexist, opening new perceptual and narrative possibilities.
Alongside his artistic practice, he works as a Lead Creative Technologist and New Media Researcher, collaborating with cultural and industrial contexts on the development of interactive systems, immersive experiences, and projects based on emerging technologies. He also contributes to education by teaching Computer Graphics at the Accademia di Belle Arti di Napoli.
Within this trajectory, he has developed collaborative projects that treat artificial intelligence as a critical and relational medium. Among these is Sileno, created with Anecoica Studio, a system that reinterprets the figure of the oracle through a digital and philosophical lens, using AI not to provide answers but to provoke introspection around identity and cognition.
In A.I. Collective Portraits, developed with Claudia Rafael, he explores AI as a space for co-creation through a real-time installation in which the audience actively contributes to the construction of a shared visual archive, turning interaction into a central component of the work.
His practice investigates how humans and intelligent systems can coexist and collaborate, reframing creative processes as relational, evolving, and open-ended rather than outcome-driven.
Kesson, pseudonimo di Giovanni Muzio, è un artista e ricercatore la cui pratica si sviluppa negli spazi liminali tra pratiche artistiche, sistemi computazionali e tecnologie in tempo reale. La sua ricerca esplora il rapporto tra vuoto, caos e generazione come processi dinamici capaci di produrre forme, significati ed esperienze in continua trasformazione.
Il suo lavoro prende forma attraverso ambienti generativi, installazioni interattive e sistemi audiovisivi, mettendo in discussione l’idea di opera come oggetto statico e privilegiando il processo, il tempo e l’interazione come elementi centrali. In questo contesto, l’algoritmo diventa uno spazio concettuale in cui controllo e imprevedibilità coesistono, aprendo nuove possibilità percettive e narrative.
Parallelamente alla pratica artistica, lavora come Lead Creative Technologist e New Media Researcher, collaborando con realtà culturali e industriali nello sviluppo di sistemi interattivi, esperienze immersive e progetti basati su tecnologie emergenti. Affianca alla ricerca l’attività didattica, insegnando Computer Graphics presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
In questo percorso ha sviluppato progetti collaborativi che utilizzano l’intelligenza artificiale come strumento critico e relazionale. Tra questi, Sileno, realizzato con Anecoica Studio, un sistema che rilegge la figura dell’oracolo come dispositivo digitale e filosofico, utilizzando l’AI non per fornire risposte ma per stimolare introspezione e riflessione sull’identità.
In A.I. Collective Portraits, sviluppato con Claudia Rafael, esplora invece l’AI come spazio di co-creazione attraverso un’installazione in tempo reale in cui il pubblico contribuisce attivamente alla costruzione di un archivio visivo collettivo, trasformando l’interazione in parte integrante dell’opera.
Il suo lavoro indaga le modalità con cui esseri umani e sistemi intelligenti possono coesistere, collaborare e ridefinire i processi creativi, ponendo l’attenzione non sul risultato finale ma sulle relazioni che emergono tra persone, dati e macchine.
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